Vicini di Salute, a Ventasso le cooperative di comunità rafforzano l’accesso alle cure per gli over 65

Il progetto promosso da Fondazione Unipolis coinvolge cento persone tra l’Appennino reggiano e Accettura, in Basilicata. Legacoop Emilia-Romagna partecipa alla sperimentazione, che integra sportelli di prossimità, accompagnamento ai servizi sanitari, telemedicina, trasporto e consegna dei farmaci a domicilio.

Rendere più semplice l’accesso alle cure per le persone anziane che vivono nelle aree interne, dove distanze, carenza di servizi e difficoltà negli spostamenti possono trasformarsi in ostacoli concreti al diritto alla salute. È l’obiettivo di Vicini di Salute, il progetto promosso da Fondazione Unipolis nell’ambito della propria area Welfare, al quale collaborano Legacoop nazionale e le strutture regionali dei territori coinvolti.

La sperimentazione prende avvio in due comuni: Ventasso, nell’Appennino reggiano, e Accettura, in provincia di Matera. Sono territori differenti, accomunati dalla presenza di reti comunitarie già attive e di cooperative impegnate ogni giorno nel mantenimento dei servizi, nella cura delle relazioni e nello sviluppo locale.

A Ventasso il progetto coinvolge le cooperative di comunità Valle dei Cavalieri e Briganti del Cerreto; ad Accettura partecipa Sìamo Accettura. La loro conoscenza dei territori, delle persone e dei bisogni locali rappresenta uno degli elementi centrali dell’intervento.

Le cooperative di comunità come presidio territoriale

Vicini di Salute coinvolgerà complessivamente cento persone con più di 65 anni, cinquanta per ciascun territorio. I beneficiari saranno individuati con il supporto delle cooperative di comunità e delle istituzioni locali.

Nei due comuni sono stati attivati degli sportelli di prossimità, pensati come punti riconoscibili di ascolto, orientamento e accompagnamento. Figure dedicate al case management aiuteranno le persone anziane nella prenotazione di visite ed esami, nel rapporto con i servizi sanitari e nell’utilizzo degli strumenti di telemedicina.

È su questo terreno che si concentra il contributo di Legacoop Emilia-Romagna: valorizzare la capacità delle cooperative di comunità di intercettare bisogni che, soprattutto nei territori montani e meno densamente popolati, rischiano di rimanere senza risposta. Le cooperative non sostituiscono il sistema sanitario, ma possono rendere più accessibili i servizi, collegare persone e istituzioni e costruire risposte aderenti alle caratteristiche dei singoli territori.

Il progetto nasce infatti dalla collaborazione tra Fondazione Unipolis, SiSalute, CRU Unipol, Legacoop Nazionale, Legacoop Emilia Ovest, Legacoop Basilicata, AUSER nazionale e le sue articolazioni locali, insieme alle cooperative partner. Un’alleanza tra soggetti pubblici, cooperazione e terzo settore orientata alla costruzione di un modello sostenibile e utilizzabile anche in altri contesti.

Un anziano su quattro rinuncia a visite o esami

La sperimentazione interviene su una criticità che riguarda una parte rilevante della popolazione anziana. Secondo i dati della sorveglianza PASSI d’Argento dell’Istituto Superiore di Sanità, riferiti al biennio 2022-2023, il 23% degli over 65 che aveva bisogno di una visita o di un esame diagnostico ha dichiarato di aver rinunciato alla prestazione.

Tra le motivazioni più frequenti figurano le liste d’attesa, i costi e la difficoltà nel raggiungere le strutture sanitarie. Problemi che nelle aree interne e rurali assumono un peso maggiore a causa delle distanze, dell’invecchiamento della popolazione e della minore presenza di presidi e collegamenti.

Vicini di Salute intende rispondere a questi ostacoli attraverso un modello integrato di welfare di prossimità, in linea con il rafforzamento dell’assistenza territoriale previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Dalle prenotazioni al trasporto verso le strutture sanitarie

L’accompagnamento non si limita all’orientamento. Quando non sarà possibile ottenere una visita attraverso il Servizio sanitario nazionale, il progetto potrà coprire il costo di prestazioni effettuate presso strutture convenzionate con SiSalute o presso altri operatori privati.

Sono inoltre previsti il trasporto dall’abitazione alle sedi sanitarie, la consegna dei farmaci a domicilio e percorsi informativi dedicati alla prevenzione, alla salute e agli stili di vita sani, realizzati insieme ai presidi territoriali di AUSER.

L’obiettivo è intervenire sui diversi passaggi che possono impedire a una persona anziana di curarsi: dalla difficoltà nel trovare le informazioni alla prenotazione, fino alla mancanza di un mezzo per raggiungere l’ambulatorio o ritirare una terapia.

Telemedicina e relazione di prossimità

Un altro asse del progetto riguarda la telemedicina. Attraverso la collaborazione con SiSalute saranno messi a disposizione servizi di teleconsulto, telemonitoraggio e assistenza sanitaria a distanza, con particolare attenzione alle patologie croniche più diffuse tra la popolazione anziana.

La tecnologia sarà però inserita all’interno di una relazione continuativa con le persone. Non sostituirà il rapporto tra medico e paziente, ma sarà utilizzata per facilitare il monitoraggio delle condizioni di salute, ridurre gli spostamenti non necessari e dare continuità all’assistenza.

Questo approccio risponde a uno dei punti qualificanti della cooperazione nelle aree interne: utilizzare l’innovazione non come alternativa alla presenza umana, ma come strumento a disposizione delle comunità e degli operatori territoriali.

Tavoli locali e valutazione dell’impatto

A Ventasso e Accettura saranno costituiti tavoli territoriali con istituzioni, aziende sanitarie, enti locali, professionisti e altri soggetti attivi nel campo della salute e del welfare. Il confronto servirà a coordinare gli interventi e ad adattare progressivamente il progetto ai bisogni che emergeranno durante la sperimentazione.

Vicini di Salute sarà inoltre sottoposto a una valutazione d’impatto affidata a un soggetto terzo. Saranno misurati i risultati prodotti per i beneficiari e per le comunità, individuando gli elementi che potrebbero consentire di replicare il modello in altre aree interne italiane.

Per Legacoop Emilia-Romagna, la sperimentazione di Ventasso mette in evidenza il valore delle cooperative di comunità come infrastrutture sociali dei territori: realtà capaci di tenere insieme servizi, relazioni, innovazione e partecipazione locale. Un ruolo particolarmente rilevante nelle aree montane, dove garantire prossimità significa contribuire concretamente alla qualità della vita e alla possibilità delle persone di continuare ad abitare quei luoghi.

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