Il turismo rurale diventa più digitale, più accessibile, più europeo
Come può il digitale rendere il turismo rurale davvero accessibile a tutti? È da questa domanda che è partita la serie di incontri organizzati a Bologna nell’ambito del progetto europeo DigAccessAgrotourism, iniziativa finanziata dall’Unione europea che mira a supportare la transizione digitale degli agriturismi e delle imprese dell’economia sociale, migliorando l’accessibilità dei servizi turistici anche per le persone con disabilità.
A gennaio 2026 Bologna ha ospitato una delle tappe centrali del progetto: le Capacity Building Sessions, organizzate da Legacoop Emilia-Romagna insieme ai partner europei del progetto. Le attività si sono svolte in due sessioni, dal 21 al 23 gennaio e dal 27 al 29 gennaio, e hanno coinvolto quasi quaranta rappresentanti di organizzazioni provenienti da sei Paesi europei: Italia, Polonia, Grecia, Cipro, Portogallo e Belgio.
Con l’obiettivo di rafforzare competenze e strumenti per guidare gli agriturismi verso una trasformazione digitale più inclusiva, l’iniziativa ha riunito enti che supportano in vari modi le piccole imprese del turismo rurale: da organizzazioni del settore turistico a camere di commercio, da business accellerators a operatori IT.
DigAccessAgrotourism nasce dalla consapevolezza che, nonostante la crescita del turismo rurale, molte piccole imprese del settore non dispongono ancora delle competenze e delle tecnologie necessarie per offrire servizi pienamente accessibili. Il progetto, avviato nel 2024 e attivo fino al 2027, mira proprio a colmare questo divario attraverso formazione, mentoring e sviluppo di strumenti digitali dedicati al settore del turismo rurale.
Tre giorni di lavoro tra formazione e networking
Le giornate di Bologna sono state pensate come un percorso “train-the-trainer”: un programma formativo rivolto alle organizzazioni che nei prossimi mesi accompagneranno direttamente gli agriturismi nel loro percorso di innovazione. Durante i tre giorni di lavoro i partecipanti hanno approfondito temi come digitalizzazione, accessibilità delle strutture, modelli di business e strumenti per valutare il livello di maturità digitale delle imprese.
Il programma ha alternato sessioni teoriche e attività pratiche con esperti del settore, tra cui i formatori della Cooperativa San Vitale ed Emiliano Citarella della cooperativa Youlysses. Uno dei momenti più partecipati è stato il networking event organizzato dalla cooperativa COpAPS al Parco della Chiusa sulle colline bolognesi. L’incontro ha riunito esperti di organizzazioni impegnate sul tema dell’accessibilità digitale e dell’inclusione, tra cui Fondazione ASPHI e gli esperti Alessandro Bordini e Roberto Scano. Il confronto informale ha offerto l’occasione per discutere sfide e opportunità legate allo sviluppo di un turismo realmente accessibile.
Dalla formazione al supporto diretto agli agriturismi
Le sessioni di Bologna rappresentano una fase preparatoria di un percorso più ampio. Nei prossimi mesi, infatti, le organizzazioni coinvolte avvieranno un programma di mentoring rivolto alle imprese agrituristiche europee, che saranno accompagnate nella definizione di strategie digitali e soluzioni per migliorare l’accessibilità dei servizi.
Tra le realtà italiane coinvolte nel progetto figurano AITR – Associazione Italiana Turismo Responsabile e le cooperative Atlantide (Emilia-Romagna) e Opera (Marche). Legacoop Emilia-Romagna sarà poi supportata da Demetra Formazione e Innovacoop nella gestione delle attività di mentoring agli agriturismi che saranno selezionati.
La forza del progetto si fonda su tre pilastri strettamente intrecciati: formazione, innovazione e cooperazione internazionale. È su questa “triade” che si costruisce l’approccio di DigAccessAgrotourism: investire nella formazione significa rafforzare le capacità degli operatori; puntare sull’innovazione vuol dire sperimentare soluzioni concrete per migliorare servizi e accessibilità; lavorare in una dimensione internazionale, infine, permette di condividere buone pratiche e modelli replicabili in diversi contesti europei. È dall’incontro di questi tre elementi che il progetto punta a generare un impatto duraturo, contribuendo a rendere il turismo rurale più competitivo, inclusivo e pronto ad affrontare le sfide del futuro.


