Dalla fase emergenziale a un approccio strutturale: il posizionamento di Legacoop Emilia-Romagna e le esperienze nei territori
Molte cooperative sono impegnate nella transizione energetica e ambientale per una ragione molto concreta: la competitività delle imprese e la responsabilità verso i territori in cui operano. Clima, ambiente, costi dell’energia e qualità della vita sono fattori che hanno effetti diretti sulle comunità e sul lavoro. Il tema energetico, dal 2022 a oggi, è diventato centrale. La dipendenza dalla Russia per l’approvvigionamento energetico, in seguito all’invasione dell’Ucraina, ha aperto numerose azioni a livello istituzionale e imprenditoriale per cambiare questa rotta. L’UE, già nel 2022, ha deciso di rinunciare al gas di Mosca e sola ora il processo è in dirittura d’arrivo e l’importazione di gas russo è crollata: da 150 miliardi di metri cubi del 2021 a meno di 52 miliardi del 2024. Invece, nel 2025, le importazioni del GNL hanno raggiunto un record storico di 162 miliardi di metri cubi. A livello nazionale, gli investimenti sui terminali di rigassificazione (l’ultimo è il porto di Ravenna) fanno del GNL la prima fonte di approvvigionamento. Siamo entrati in una fase che l’IEA definisce come Age of Electricity: l’elettrificazione industriale, la mobilità elettrica e l’esplosione dei data center per l’Intelligenza Artificiale rendono l’elettricità il pivot della crescita economica. Fino al 2030 la domanda energetica mondiale è in crescita del 3,6% l’anno. In UE, si attesta a crescere del circa 2/2,3%. Inoltre, nel 2025, il nuovo record di installazioni fotovoltaiche dimostra che la produzione da fonti rinnovabili è in sorpasso su quelle fossili. Tuttavia, la forte domanda di energia elettrica, senza investimenti sulle reti rischia di non reggere. A questa richiesta si collega anche il nodo dei prezzi. Le politiche energetiche dovranno puntare sull’efficienza, la flessibilità e la resilienza delle infrastrutture, sempre più esposte a rischi climatici, tecnologici e di sicurezza. E il tema bolletta è uno dei punti centrali dove politica industriale, tutela sociale e sicurezza energetica si incontrano.
Ma cosa succede a livello regionale?
Anche in Emilia-Romagna le dinamiche ricalcano quelle europee: crescita della domanda elettrica, pressione sui prezzi e necessità di rafforzare la capacità produttiva e gestionale del sistema fanno si che la risposta regionale si basi su tre assi strategici. Il primo è quello dell’efficienza energetica per contrastare la volatilità dei prezzi. I bandi regionali per la riqualificazione degli edifici pubblici, dei sistemi produttivi e la diffusione dell’autoconsumo, sostenuti dalle risorse del Programma Fesr 2021–2027, vanno in questa direzione. Il secondo è quello della produzione diffusa e condivisa attraverso le Comunità Energetiche. L’obiettivo è ridurre il costo finale del prezzo marginale ancora legati al gas ma anche generare benefici ambientali e sociali. Il terzo riguarda l’utilizzo di tecnologie per elettrificare i settori complessi. E qui entra in gioco l’Idrogeno. Attraverso lo sviluppo di filiere industriali e progetti sperimentali – come le Hydrogen Valley – si testano applicazioni per l’utilizzo nell’industria pesante e nei trasporti. Ma il nodo più delicato riguarda il territorio: su quali aree si possono installare gli impianti? Ora che la domanda energetica è molto forte la definizione delle aree idonee e lo sviluppo delle reti è cruciale. E di fronte a questo tema come si posiziona la cooperazione?
La posizione di Legacoop Emilia-Romagna
Il tema energetico è centrale per il mondo cooperativo. Attraverso analisi e monitoraggi abbiamo evidenziato quanto questo problema ricadesse su tutta la filiera cooperativa. Nel documento congressuale del 2023 scrivevamo quanto segue:
“L’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime si sono ribaltati su tutte le filiere determinando un aumento dei costi che si stanno riflettendo sui listini delle imprese e sui prezzi finali per il consumatore. Servono ulteriori strumenti per gestire questa situazione. […] È necessario un forte coinvolgimento delle Associazioni imprenditoriali e sindacali per gestire tali provvedimenti. […] Infatti, la modifica dei modelli di consumo dell’energia e lo sviluppo delle energie alternative sarà un grande processo di apprendimento collettivo, di adeguamento dei comportamenti delle imprese ma anche delle singole persone.”
La questione energetica è quindi anche una questione sociale. Legacoop Emilia-Romagna, in sinergia con le Legacoop Territoriali e Innovacoop, ha risposto in modo concreto attraverso convenzioni, collaborazioni e accesso ai fondi nazionali ed europei. Un accesso favorito anche da Innovacoop, che con la sua funzione di catalizzatore verso le imprese associate, ha garantito che i concetti teorici si traducessero in piani di lavoro concreti. A livello di sistema è possibile evidenziare le seguenti iniziative: il Patto di collaborazione firmato a Ke.y Energy, tra l’ACI e le Associazioni dei consumatori, per la creazione di Comunità energetiche; il progetto europeo Encom Hub; il progetto europeo SKI.F.T.; l’accordo tra l’ACI e l’ANCI; il monitoraggio dei prezzi attraverso la Piattaforma Prometeia Appia e le iniziative delle singole cooperative. Da questione emergenziale e collegata all’impennata dei costi, la questione energetica è passata a una fase proattiva, sistemica e rigenerativa che comporta anche una trasformazione culturale. E in questa fase storica, la Comunità Energetica Rinnovabile in forma cooperativa come modello giuridico, operativo e valoriale d’elezione è l’elemento distintivo: stimola la partecipazione attiva dei propri soci e aumenta la consapevolezza e il coinvolgimento diretto nella produzione e gestione dell’energia. Ma la transizione, come abbiamo specificato nel precedente longform, richiede un approccio pragmatico e privo di ideologie. Per questo anche l’utilizzo di Idrogeno e Biocarburanti gioca un ruolo chiave. A questo proposito, abbiamo chiesto a Emiliano Galanti, Gianmaria Balducci, Luca Grosso, Chiara Pederzini, Antonio Pionetti, Nicola Siliprandi, Pier Paolo Bacchieri, Chiara Franceschini e Daniele Montroni quali iniziative specifiche abbiano messo in atto per favorire la transizione energetica.
La voce dei territori
EMILIANO GALANTI – RESPONSABILE COMUNITÀ ENERGETICHE – LEGACOOP ROMAGNA
Da qualche mese è operativo Energia Romagna, il progetto di Legacoop Romagna per creare e gestire una rete di comunità energetiche nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e nel Circondario Imolese. L’obiettivo è favorire la condivisione di energia rinnovabile tra cittadini, imprese, cooperative e pubbliche amministrazioni. Il progetto prevede una piattaforma territoriale unica, al cui interno vengono attivate le singole comunità energetiche: in totale ne sono previste 44 in tutta la Romagna. Vogliamo rendere semplice entrare in un modello energetico condiviso e cooperativo, dove l’energia prodotta e condivisa aumenta il valore sul territorio e anche i consumi contribuiscono a generare benefici economici e sociali. Energia Romagna conta oltre 40 imprese associate e prevede nel 2026 l’allaccio di circa 10 MW complessivi, distribuiti in circa 10 configurazioni sul territorio romagnolo.
GIANMARIA BALDUCCI – PRESIDENTE CEFLA
Per Cefla la sostenibilità è una leva di competitività e responsabilità verso il territorio. Con la nostra BU Engineering abbiamo lanciato NOVA Solution, un sistema di cogenerazione avanzato basato su fuel cell a ossido solido. A differenza dei motori tradizionali, non c’è combustione: la trasformazione avviene tramite una reazione elettrochimica che produce elettricità ad alta efficienza e calore per lo stabilimento. Alimentato con combustibile sostenibile (Metano, Biometano o Idrogeno), l’impianto azzera emissioni inquinanti e acustiche, senza consumare acqua. Un’innovazione con efficienza elettrica superiore del 20% e una riduzione della CO2 dal 40%al 100% a seconda veicolo energetico utilizzato. La tecnologia su fuel cell permette di raggiungere un’efficienza elettrica superiore al 60%, superando di oltre il 20% i metodi convenzionali, inoltre nella nostra applicazione viene recuperato anche il calore per un rendimento complessivo che supera l’80%, garantendo alle imprese un’energia pulita, stabile e sicura,in linea con gli obiettivi del Green Deal.
LUCA GROSSO – RESPONSABILE PROMOZIONE E SVILUPPO – LEGACOOP BOLOGNA
La transizione energetica è un’occasione straordinaria per innovare e valorizzare il territorio. Per Legacoop Bologna l’energia è una leva strategica del cambiamento e per questo è tra i fondatori del Consorzio Esperienza Energia: nato per offrire competenze, strumenti e servizi capaci di accompagnare imprese e comunità verso un utilizzo più consapevole e sostenibile dell’energia. Anche attraverso il Consorzio stiamo accelerando progetti, alleanze e percorsi formativi che rendono la sostenibilità un’opportunità alla portata di tutti. In questo quadro si inserisce anche l’impegno dell’Associazione nella promozione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, uno strumento fondamentale per produrre energia pulita, ridurre i costi e generare valore condiviso tra cittadini, imprese e amministrazioni. È un modello che incarna pienamente lo spirito cooperativo: partecipazione, mutualità e impatto positivo sul territorio. Così la cooperazione bolognese continua a dimostrare che innovazione e sostenibilità, insieme, possono davvero costruire il futuro. Due esempi concreti di comunità energetiche del territorio di cui abbiamo seguito sviluppo e consolidamento sono WeVez e CER Valsamoggia.
CHIARA PEDERZINI – RESPONSABILE INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ – LEGACOOP ESTENSE
Il tema dell’energia rappresenta oggi uno degli ambiti strategici su cui Legacoop Estense sta concentrando il proprio impegno in termini di innovazione, sostenibilità e sviluppo competitivo delle cooperative associate. In questa direzione si inserisce lo Sportello Energia, uno strumento pensato per supportare le imprese cooperative nelle politiche energetiche aziendali, orientandole verso opportunità concrete, partner qualificati e soluzioni coerenti con i percorsi di transizione energetica. Un lavoro che si rafforza anche grazie a interlocutori strategici come il Consorzio Esperienza Energia, di cui siamo soci fondatori, e AESS – Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena, parte della rete nazionale RENAEL. Legacoop Estense rappresenta, inoltre, esperienze di eccellenza nel campo dell’innovazione tecnologica ed energetica, come CPL Concordia che, anche attraverso il progetto Hydrogen Valley di Modena, si conferma protagonista in una filiera emergente e strategica a livello nazionale. Il progetto mira alla produzione di idrogeno tramite elettrolisi dell’acqua, sfruttando energia elettrica che proviene da fonti rinnovabili sviluppate direttamente dal gruppo Hera. L’idrogeno prodotto sarà destinato all’alimentazione del trasporto pubblico locale: un passo significativo verso un futuro sempre più sostenibile, in cui l’idrogeno giocherà un ruolo chiave nella decarbonizzazione dei trasporti e dell’industria. Un ulteriore ambito di sviluppo riguarda la costruzione e il rafforzamento delle competenze. Dal 2023 Legacoop Estense sostiene, insieme ad alcune cooperative, il Polo Tecnologico Universitario di Carpi, parte del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari di UNIMORE. Grazie alla nostra presenza nel comitato di indirizzo del corso di laurea magistrale in Sustainable Industrial Engineering, contribuiamo a rendere l’offerta formativa sempre più aderente ai bisogni del territorio e delle imprese e favoriamo l’incontro tra studenti altamente specializzati e sistema cooperativo. Infine, continuiamo a supportare la nascita e lo sviluppo delle Comunità Energetiche Rinnovabili in forma cooperativa sui territori di Modena e Ferrara, modelli virtuosi basati su produzione diffusa, consumo consapevole e partecipazione democratica. Le CER che ad oggi abbiamo affiancato nelle due province sono tre e rappresentano un esempio concreto di come la cooperazione possa tradurre la transizione energetica in valore condiviso per le comunità locali.
ANTONIO PIONETTI – PRESIDENTE CER EMILIA OVEST | NICOLA SILIPRANDI – REFERENTE SOSTENIBILITÀ LEGACOOP EMILIA OVEST | PIER PAOLO BACCHIERI – SETTORE AGROALIMENTARE LEGACOOP EMILIA OVEST
La CER Emilia Ovest adotta un modello cooperativo avanzato per l’autoconsumo diffuso nelle province di Parma, Reggio Emilia e Piacenza. La prima configurazione operativa, Parma Nord, integra due impianti fotovoltaici. Uno a Ravadese, realizzato da Iren Smart Solutions su una discarica in disuso, rappresenta un intervento di rigenerazione ambientale che ospita un fotovoltaico da 1 MWp con 1700 moduli, dedicato interamente alla condivisione energetica. L’altro impianto è stato installato dalla Stalla Sociale S. Martino (associata a Legacoop Emilia Ovest) su un tetto bonificato dall’amianto con una potenza di 374 kWp e 900 pannelli. Insieme, i due impianti generano circa 1,3 GWh/anno di energia rinnovabile, con un abbattimento stimato di 700 tonnellate di CO₂. Inoltre è in corso di realizzazione a Reggio Emilia, in collaborazione con Iren e Comune di Reggio Emilia, un altro progetto con capacità energetica rinnovabile di 1 MWp. La caratteristica governance cooperativa consente la partecipazione diretta delle imprese (in particolare ad alto consumo), garantendo redistribuzione dei benefici energetici ed economici. Nel panorama nazionale, CER Emilia Ovest si distingue per dimensioni e capacità di sviluppo sul territorio dell’Emilia occidentale.
CHIARA FRANCESCHINI – DIRETTRICE INNOVACOOP
In questi anni abbiamo visto una crescita molto rapida dell’attenzione al tema energia, ma anche un aumento della complessità. Il contributo di Innovacoop, attraverso il ruolo da catalizzatore, consiste nel ridurre questa complessità operativa e aiutare le cooperative a costruire percorsi mirati per accompagnarle nella transizione energetica. Le esperienze sviluppate nel sistema cooperativo mostrano che i risultati più solidi arrivano quando la dimensione energetica viene trattata come leva trasversale, e non come intervento separato. Le esperienze avviate in questi anni mostrano che la transizione energetica funziona se è integrata nella strategia dell’impresa e del territorio. Quando è trattata come leva trasversale arrivano risultati solidi. Per questo lavoriamo su un approccio pragmatico, che valorizza le diverse soluzioni disponibili in base ai contesti: efficienza energetica, produzione condivisa, comunità energetiche, innovazione di processo, sperimentazioni industriali. La transizione non ha una formula unica, ma richiede strumenti adeguati e capacità di accompagnamento.
DANIELE MONTRONI – PRESIDENTE LEGACOOP EMILIA-ROMAGNA
I costi, la sicurezza degli approvvigionamenti, la crescita della domanda elettrica e la necessità di rafforzare reti e infrastrutture hanno cambiato il quadro in modo strutturale. Anche in Emilia-Romagna questo passaggio è evidente e richiede risposte concrete. L’aumento dei costi si riflette sulle filiere produttive, sui servizi, sui bilanci delle famiglie e sulla vita quotidiana delle comunità. Ma non basta inseguire l’emergenza né limitarsi alla gestione del costo energetico. Serve una capacità collettiva di orientare il cambiamento, con scelte che rafforzino autonomia, resilienza e qualità dello sviluppo. Per questo abbiamo lavorato, insieme alle Legacoop territoriali e a Innovacoop, per accompagnare le cooperative con strumenti operativi, collaborazioni, accesso a fondi e progetti europei. Le esperienze che stanno nascendo nei territori mostrano una direzione chiara: quando la cooperazione entra nei processi energetici con il proprio approccio, aumenta la capacità di costruire soluzioni stabili, condivise e radicate. Questo vale per l’efficienza, per le comunità energetiche, per l’innovazione industriale e per le nuove filiere tecnologiche. Oggi siamo in una fase diversa rispetto all’emergenza del 2022. La transizione richiede pragmatismo ed è necessaria una strategia industriale coerente e senza impostazioni ideologiche in grado di garantire equilibrio. È su questo equilibrio che si gioca una parte importante del futuro energetico dell’Emilia-Romagna. La sfida dei prossimi anni sarà soprattutto una sfida di governance, oltre che di infrastrutture: servono regole chiare, tempi compatibili con gli investimenti, reti adeguate e una visione industriale che riconosca il ruolo dei corpi intermedi e dei sistemi territoriali. La cooperazione può dare un contributo distintivo in questa fase.


