Il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 prevede semplificazioni legislative, ma anche tagli che destano preoccupazione. Il programma prevede un taglio del 30% agli aiuti diretti agli agricoltori per esempio.
E l’affidamento ai singoli governi nazionali della gestione del secondo pilastro della Politica Agricola Comune. Un unico Fondo gestito dai diversi governi dovrebbe occuparsi della sostenibilità sociale, ambientale ed economica delle zone rurali. Una decisione che sottrae autonomia alle Regioni e ai vari enti locali.
Oltre alla rinazionalizzazione, un altro snodo critico è quello della dimensione sociale. La quantità di fondi destinati alla difesa sottrae risorse alle attività formative, di inclusione e di qualificazione del lavoro.
Anche di fronte a questo cambio di passo, la risposta del movimento cooperativo è ricercare soluzioni che coniughino competitività e innovazione con l’attenzione verso gli aspetti sociali e ambientali dell’impresa.
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