Gli interventi di Vincenzo Colla, Paolo Cavini e Simone Gamberini confermano la necessità di un dialogo propositivo tra istituzioni, artigianato e cooperazione per rispondere alle grandi sfide del presente e del prossimo futuro
Le cooperative hanno avuto un ruolo incontestabile nello sviluppo locale dell’Emilia-Romagna, contribuendo a creare le basi dell’attuale struttura economica della regione. Durante la Direzione di Legacoop Emilia-Romagna “Oltre Il mercato: il ruolo della cooperazione nello sviluppo locale”, è stata richiamata più volte un’immagine retorica significativa dove i pali della “palafitta Emilia-Romagna” poggiano sui territori e sul loro sviluppo. È qui, nella dimensione locale, che risiede la vera forza della regione, una forza che il movimento cooperativo ha contribuito a rendere solida e profonda.
Le cooperative hanno dato vita a nuove realtà economiche e sociali, creato occupazione e offerto alle persone la possibilità di costruire il proprio futuro senza essere costrette a lasciare il luogo in cui sono nate. Le cooperative, tuttavia, non possono operare in maniera isolata e soprattutto non possono sostituirsi al ruolo del settore pubblico. Durante al Direzione gli ospiti invitati a salire sul palco hanno sottolineato quanto sia necessario che istituzioni e sistema cooperativo lavorino in sinergia.
La necessità di dialogo tra associazioni di rappresentanza, cooperative e istituzioni
Nel corso della mattinata sono intervenuti Paolo Cavini presidente CNA Emilia-Romagna e Vincenzo Colla, vicepresidente Regione Emilia-Romagna, che hanno approfondito la necessità della complementarità delle rispettive funzioni della cooperazione e delle istituzioni pubbliche. Si trovano d’accordo sulla necessità di costruire insieme risposte ai bisogni dei territori. Realtà locali che oggi sono strette anche esse nelle grandi questioni che caratterizzano l’attualità. Le grandi priorità di oggi sono ormai chiare a tutti. Il tema demografico e quello energetico rappresentano ormai questioni strutturali che attraversano non solo il mondo della cooperazione, ma l’intero sistema produttivo regionale. Sono temi sui quali il confronto è continuo e dai quali dipende una parte significativa della competitività futura del territorio. Proprio nel dialogo costante tra associazioni di rappresentanza, cooperative e istituzioni, gli ospiti hanno individuato la strada per mantenere vitale il ruolo economico e sociale della cooperazione. La capacità di affrontare insieme le trasformazioni in corso appare oggi una delle condizioni fondamentali se non l’unica possibile e percorribile, per continuare a fare delle cooperative uno dei pilastri dello sviluppo dell’Emilia-Romagna.
Verso un obbiettivo comune
Anche il Presidente di Legacoop Nazionale, Simone Gamberini, intervenendo nel confronto finale della Direzione, ha ribadito quanto sia essenziale che politica, istituzioni e corpi intermedi guardino verso un obiettivo comune. La sfida che Legacoop e lo stesso Gamberini propongono non riguarda semplicemente la crescita economica, ma l’idea stessa di società che si desidera costruire. Per questo, il movimento cooperativo deve rivendicare oggi con orgoglio il proprio ruolo politico e sociale, ponendo al centro un nuovo ‘Patto Sociale’ in cui la partecipazione dei lavoratori e la redistribuzione del valore aggiunto siano i pilastri di uno sviluppo davvero sostenibile.
Gamberini si è poi soffermato sull’urgenza dei temi caldi del nostro tempo. L’inverno demografico, la fuga dei giovani all’estero e la conseguente crisi del sistema previdenziale sono grandi fragilità che devono stare in cima all’agenda delle priorità. Di fronte a queste sfide, acuite dalla prossima conclusione della parabola del PNRR, i corpi intermedi sono chiamati a riscoprire il concetto della mutualità. Una mutualità che non sia difensiva, ma propositiva e aperta a tutta la società. È questo, dice Gamberini, il messaggio forte e chiaro che la cooperazione deve portare alla Biennale.


