Legacoop Emilia-Romagna e il CAAM in Mozambico: il modello cooperativo al panel AICS di Macfrut

Il 21 aprile 2026, a Macfrut, Legacoop Emilia-Romagna ha partecipato al panel promosso dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) sul Centro Agro-Alimentare di Manica (CAAM) in Mozambico. Il presidente Daniele Montroni è intervenuto nella sessione istituzionale di apertura, mentre Roberta Trovarelli, Responsabile Area Internazionale e Promozione Cooperativa, ha preso parte alla sessione dedicata alla trasformazione delle filiere agroalimentari. La partecipazione di Legacoop Emilia-Romagna si inserisce in un percorso di collaborazione con AICS e con i partner mozambicani avviato nel 2016.

Un percorso costruito nel tempo

Legacoop Emilia-Romagna è presente in Mozambico a partire dal 2016, con un primo progetto realizzato con la Regione Emilia-Romagna destinato alla promozione del sistema produttivo regionale nel Paese. A questo hanno fatto seguito una serie di progetti finanziati da AICS in collaborazione con alcune Ong: Fruitful Cooperation, centrato sulla cooperativa come strumento di accesso alle catene del valore, attraverso il sostegno alla cooperativa di agro-processamento Kuvanga; Semeando Valor, focalizzato su produttività agricola, resilienza climatica e governance cooperativa; Manica para as Mulheres, rivolto al rafforzamento della leadership femminile nell’economia rurale; e adesso Connecting Skills progetto rivolto al rafforzamento del tessuto produttivo e alla creazione di servizi per le imprese cooperative.

Questo percorso ha sedimentato gli elementi fondamentali per la promozione del cooperativismo: il modello cooperativo funziona come strumento di organizzazione della produzione e di accesso al mercato perché rende sostenibile ciò che non lo è a livello individuale; il dialogo con ministeri, camere di commercio e associazioni è necessario per creare le condizioni politiche, legislative e amministrative entro cui le cooperative possono operare; la domanda di cooperazione non può essere calata dall’alto ma emerge dai territori e dagli attori locali; la formazione — nelle sue forme di assistenza tecnica, formazione formatori, study visit e coinvolgimento accademico — è la leva principale del trasferimento di competenze.

Nel marzo 2026, a Maputo, questo percorso ha trovato un esito istituzionale con la firma di due Memorandum d’intesa: uno con la Confederazione delle Associazioni Economiche del Mozambico (CTA) e uno con la Camera di Commercio del Mozambico (CCM). I Memorandum definiscono aree di collaborazione su promozione del cooperativismo, trasferimento di competenze tecniche e istituzionali, internazionalizzazione e rafforzamento delle catene del valore. Leggi l’articolo sulla missione.

Il CAAM: una piattaforma per le filiere agroalimentari del Mozambico centrale

È in questo contesto che si colloca la partecipazione al panel AICS di Macfrut, dedicato al Centro Agro-Alimentare di Manica (CAAM), iniziativa strategica promossa nell’ambito del Piano Mattei. Il CAAM è progettato come una piattaforma territoriale articolata su più livelli: un centro principale nel corridoio Manica-Beira con funzioni di lavorazione avanzata, certificazione e commercializzazione; quattro AgriHub territoriali nelle aree di Barué, Vanduzi, Sussudenga e Macate, con funzioni di raccolta, prima trasformazione e servizio agli agricoltori; e una rete di punti di raccolta BASE nelle zone rurali, connessi direttamente con le aziende agricole.

L’investimento complessivo previsto è di 35 milioni di euro: 14 milioni per la costruzione delle infrastrutture, 15 milioni per macchinari e attrezzature — tra cui linee per succhi, puree, essiccazione e sterilizzazione — e circa 6 milioni per altri costi progettuali. Il modello di governance raccomandato è quello di una società a capitale misto pubblico-privato con autonomia amministrativa e finanziaria. Il completamento del progetto esecutivo, attualmente in capo alla cooperativa Politecnica di Modena, consentirà al Ministero dell’Agricoltura mozambicano (MAAP) di avviare entro la fine del 2026 una gara internazionale da circa 29,5 milioni di euro.

Il contributo cooperativo: tre aree di lavoro

Al panel, Legacoop Emilia-Romagna ha illustrato come l’esperienza maturata nei progetti precedenti individui tre aree in cui il modello cooperativo può contribuire al funzionamento del CAAM.

La prima è il rafforzamento delle organizzazioni dei produttori: le cooperative consentono di aggregare l’offerta, ridurre i costi di transazione e costruire una base di soggetti capaci di dialogare con le strutture del centro e degli AgriHub. La seconda è il trasferimento di competenze tecniche e gestionali lungo la filiera: dalla produzione agroecologica alla lavorazione, dal controllo qualità alla certificazione secondo gli standard internazionali. La terza è la connessione tra strumenti finanziari e capacità organizzativa: fondi rotativi, accesso al credito e garanzie pubbliche producono effetti duraturi quando si innestano su strutture organizzative capaci di usarli, di restituirli al territorio e di trasformarli in sviluppo.

I Memorandum firmati a Marzo 2026 con CTA e CCM definiscono la cornice istituzionale entro cui sviluppare questo contributo, in continuità con quanto costruito nei dieci anni di lavoro in Mozambico e in dialogo con AICS e i partner locali.

Come sottolineato da Roberta Trovarelli “Il modello cooperativo, per la nostra esperienza, è una delle strutture abilitanti che possono rendere questi strumenti efficaci e sostenibili nel tempo.”

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