Il modello cooperativo italiano come riferimento per rafforzare l’economia locale, sostenere le piccole imprese e accompagnare la formalizzazione del sistema produttivo. È attorno a questo obiettivo che si è sviluppata la missione internazionale di Legacoop Emilia-Romagna in Mozambico, culminata con la firma di un Memorandum d’intesa tra la Confederazione delle Associazioni Economiche del Mozambico (CTA) e di un secondo Memorandum con la Camera di Commercio del Mozambico (CCM).
Gli accordi sono stati siglati il 5 marzo 2026 a Maputo, nel corso di una conferenza dedicata alla promozione del cooperativismo come strumento di sviluppo e crescita economica, organizzata dalla ONG italiana No One Out alla presenza del viceambasciatore Eugeniu Rotaru e alti rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura e dell’Economia.
Il cooperativismo come infrastruttura economica
La conferenza, ospitata al Montebelo Indy Maputo Congress, ha riunito 170 partecipanti fra istituzioni pubbliche, organizzazioni economiche e rappresentanti del mondo imprenditoriale per discutere il ruolo delle cooperative nella crescita economica del Mozambico.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza l’attenzione verso il modello cooperativo italiano, indicato come esperienza utile per rafforzare l’organizzazione della produzione e migliorare l’integrazione delle micro, piccole e medie imprese nelle catene del valore.
Il presidente della Camera di Commercio del Mozambico, Lucas Chachine, ha sottolineato che le cooperative rappresentano strumenti efficaci per organizzare la produzione, facilitare l’apprendimento collettivo delle tecniche produttive e migliorare l’accesso al credito.
Per Álvaro Massingue, presidente della CTA, il cooperativismo può rappresentare una delle leve per accompagnare la transizione del Paese da un’economia fortemente informale a un sistema produttivo più moderno e strutturato. Il Mozambico dispone di un quadro giuridico per le associazioni e le cooperative, ma la sua efficacia dipende da tre fattori essenziali: semplificazione amministrativa e integrazione digitale dei servizi, creazione di un quadro fiscale e normativo adeguato alla natura delle cooperative e politiche pubbliche coerenti che riconoscano l’associazionismo come strumento di sviluppo economico e di mobilitazione delle risorse.
Da parte sua, il viceambasciatore italiano in Mozambico, Eugeniu Rotaru, ha sottolineato l’importanza del workshop come opportunità per discutere le sfide e le opportunità del cooperativismo in Mozambico e promuovere la collaborazione tra il settore pubblico e quello privato per favorire lo sviluppo economico inclusivo e sostenibile del Paese.
L’impegno di Legacoop
La missione ha visto Legacoop Emilia-Romagna tra i protagonisti del confronto istituzionale. Nel panel dedicato al cooperativismo come strada per l’inclusione, la formalizzazione e lo sviluppo economico, è intervenuta Roberta Trovarelli, responsabile Relazioni e Progetti Internazionali, mentre il presidente Daniele Montroni ha concluso la sessione dei lavori ponendo l’accento sull’importanza della rappresentanza cooperativa e sulle azioni abilitanti necessarie per rafforzare il modello cooperativo.

Tra queste, in primo luogo un forte investimento sulla formazione, indispensabile per accompagnare il passaggio dall’economia informale a quella formale e per permettere ai produttori di organizzare, trasformare e valorizzare le proprie produzioni all’interno di filiere cooperative. Un secondo elemento riguarda un quadro fiscale coerente con la natura cooperativa, che riconosca il ruolo delle cooperative nella creazione di ricchezza diffusa e nello sviluppo delle comunità.

Accanto a questo servono strumenti finanziari adeguati, come fondi rotativi, prestiti agevolati e garanzie pubbliche, insieme a disposizioni normative favorevoli che sostengano nel tempo la nascita e la crescita delle cooperative. Infine, è centrale il ruolo delle associazioni di rappresentanza, che accompagnano lo sviluppo del movimento cooperativo, promuovono formazione e mutualità e favoriscono la costruzione di filiere cooperative capaci di redistribuire valore lungo tutta la catena produttiva.
Il confronto ha messo al centro il contributo che l’esperienza cooperativa italiana può offrire al rafforzamento del movimento cooperativo mozambicano, in particolare sul piano della governance, della formazione manageriale e dell’organizzazione delle filiere produttive.
Nel panel è stata inoltre presentata l’esperienza della cooperativa di agro-processamento Kuvanga, illustrata da Bruno Comini nella sua doppia veste di presidente del Consiglio Fiscale della cooperativa e delegato provinciale della Camera di Commercio di Inhambane. La presentazione ha mostrato Kuvanga come una delle realtà più significative della provincia, radicata nel territorio e capace di intrecciare dimensione produttiva, servizio di microcredito e organizzazione collettiva.
Il Memorandum tra CTA, CCM e Legacoop
I Memorandum d’intesa firmati a Maputo puntano a rafforzare la collaborazione tra le organizzazioni, favorendo lo scambio istituzionale e imprenditoriale, il trasferimento delle buone pratiche del modello cooperativo italiano e la formazione tecnica, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo del movimento cooperativo in Mozambico.
Tra le principali aree di lavoro figurano la promozione del cooperativismo come leva di sviluppo inclusivo, il potenziamento delle competenze tecniche e istituzionali, l’internazionalizzazione e l’accesso ai mercati, oltre al rafforzamento delle catene del valore e delle partnership strategiche. Gli accordi mettono inoltre al centro l’innovazione, l’armonizzazione istituzionale e l’impegno per sostenibilità e responsabilità sociale.
Secondo la CTA, la collaborazione con Legacoop potrà contribuire a migliorare la competitività dei piccoli imprenditori mozambicani proprio attraverso l’esperienza maturata dal movimento cooperativo italiano.
Tra i settori indicati come particolarmente strategici è emerso anche quello agroalimentare, dove il modello cooperativo rappresenta uno strumento fondamentale per organizzare la produzione agricola, migliorare la trasformazione dei prodotti e rafforzare l’accesso ai mercati.

La riforma della legge sulle cooperative
Il confronto avviato durante l’evento si inserisce in una fase di evoluzione del quadro normativo del Paese. Le autorità mozambicane stanno infatti lavorando al regolamento attuativo della legge sulle cooperative e su una legge specifica sui vantaggi fiscali, con l’obiettivo di rendere più efficace il modello cooperativo.
In rappresentanza del Ministro dell’Economia, il direttore della Direzione di supporto allo sviluppo del settore privato (DASP), Cândido Langa, ha spiegato che il nuovo regolamento della legge sulle cooperative dovrebbe essere pubblicato entro l’anno.“È così che consideriamo questo seminario non come un evento isolato, ma come un catalizzatore per la nostra visione strategica: il consolidamento del Programma Nazionale di Sviluppo Cooperativo che mira fondamentalmente a modernizzare il regime giuridico e fiscale, promuovere l’industrializzazione locale e facilitare l’accesso al credito”, ha sottolineato.
La riforma rientra nel Programma nazionale di sviluppo cooperativo, un quadro strategico che punta a rafforzare il movimento cooperativo, promuovere l’industrializzazione locale e facilitare l’accesso al credito.
Secondo le autorità del Paese, le cooperative possono diventare una spina dorsale per l’organizzazione della base produttiva del Mozambico, capace di trasformare il potenziale locale in valore economico e sostenere la formalizzazione dell’economia.
Questi temi sono stati ulteriormente discussi e condivisi all’interno di un incontro ristretto col direttore esecutivo di AMCPM – Associazione Mozambicana per la Promozione del Cooperativismo Modern, Lorenço Moio, con il quale si è valutata l’attivazione di una ulteriore collaborazione in ambito formativo per rafforzare le competenze dell’associazione nell’attività di supporto istituzionale alle proprie associate.
Il progetto Connecting Skills
Nel corso del workshop è stato presentato anche il progetto Connecting Skills, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS).
Il progetto mira a sostenere la formalizzazione e il rafforzamento delle micro e piccole imprese ponendo una particolare enfasi sulla promozione di imprese cooperative. Tra le iniziative avviate nella provincia di Inhambane figurano la costruzione della Casa dell’Imprenditore, programmi di formazione e di sensibilizzazione legate ai vantaggi della formalizzazione, al rafforzamento delle capacità imprenditoriali e all’accesso al credito per l’imprenditoria femminile attraverso la creazione di un fondo di microcredito dedicato all’imprenditoria femminile.
A Maputo, invece, il progetto lavora alla modernizzazione della Camera di Commercio del Mozambico, con una possibile integrazione di servizi di supporto alle cooperative, alla digitalizzazione del sistema di emissione dei certificati di origine e al rafforzamento delle competenze imprenditoriali e il supporto all’imprenditoria femminile.
Il confronto nei territori
La missione ha avuto anche una dimensione territoriale. Il 3 marzo 2026, presso l’Hotel Escola Inhambane, si è tenuta la conferenza finale del progetto Semeando Valor, finanziato dall’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo e gestito da No One Out, l’organizzazione non governativa con la quale Legacoop Emilia-Romagna collabora da anni in Mozambico.
L’evento è stato presieduto dalla Segretaria di Stato Bendita Lopes e, oltre alla presentazione dei risultati del progetto, ha fornito una prima occasione di confronto con imprese, associazioni e istituzioni locali sul ruolo del modello cooperativo come leva di sviluppo locale, affrontando anche alcune sfide e criticità emerse dal confronto con i partecipanti.

Un ponte cooperativo tra Italia e Mozambico
La missione ha rafforzato il dialogo tra il movimento cooperativo italiano e le istituzioni economiche del Mozambico, in un momento in cui il Paese sta cercando di rafforzare il proprio sistema produttivo e di ridurre il peso dell’economia informale.
Letti insieme, i due eventi raccontano bene un passaggio importante. A Inhambane, il cooperativismo è stato affrontato a partire dall’esperienza concreta, dai risultati di un progetto e da un confronto diretto con le realtà associative e istituzionali del territorio all’interno del quale Legacoop Emilia-Romagna è stata coinvolta già da alcuni anni. A Maputo, lo stesso tema è stato riportato dentro una cornice nazionale, collegandolo al dibattito su norme, fiscalità, servizi, rappresentanza economica e sviluppo del settore privato. Non si tratta quindi di una semplice somma di incontri, ma di un percorso che prova a costruire continuità tra cooperazione internazionale, rafforzamento delle organizzazioni economiche e inclusione del tessuto imprenditoriale.
Gli obiettivi della missione e le potenzialità della cooperazione fra Legacoop e le istituzioni mozambicane sono stati condivisi preventivamente con un incontro ristretto presso l’Ambasciata Italiana a Maputo alla presenza dell’ambasciatore Gabriele Phillip Iannis, il direttore di AICS Paolo Enrico Sertoli e il direttore dell’ICE Giancarlo Albano.

La delegazione di Legacoop Emilia-Romagna ha condiviso alcune priorità operative per rafforzare il cooperativismo nel Paese, indicate anche nei Memorandum d’intesa firmati durante gli incontri. Tra queste, la formazione imprenditoriale dei produttori, necessaria per comprendere e utilizzare in modo efficace lo strumento cooperativo, e il rafforzamento delle competenze amministrative e finanziarie, oggi ancora limitate in un contesto economico segnato da una forte presenza di attività informali. A questi aspetti si affiancano il tema fiscale e normativo, la formazione delle cooperative e il ruolo delle associazioni di rappresentanza, chiamate a svolgere una funzione di raccordo tra istituzioni e sistema produttivo e a sostenere la crescita del movimento cooperativo.
L’Ambasciatore ha illustrato una serie di opportunità che si stanno aprendo nel paese nell’ambito del Piano Mattei, all’interno del quale sta già operando la cooperativa Politecnica.
Il settore dell’agroalimentare resta il settore più strategico nel breve periodo sul quale l’intervento della cooperazione italiana è quanto mai importante, ma si apriranno a breve ulteriori ambiti di collaborazione su: energia rinnovabile e transizione verde, connettività, trasformazione digitale e innovazione, economia blu e turismo che verranno discussi al Mozambique-EU Global Gateway Business Forum 2026 che si terrà a Maputo i prossimi 9 e 10 giugno.


