Sono state tracciate le linee strategiche del movimento partendo dall’ascolto del territorio e delle nuove generazioni. Attraverso la ricerca condotta con il Consorzio Aaster e la presentazione del volume “Mutualità è Costituzione” si è analizzata la mutualità come principio cardine per governare le transizioni future e rimettere l’economia al servizio delle comunità locali
Il 1° luglio 2026, a Bologna, si è svolta la Direzione di Legacoop Emilia-Romagna “Oltre Il mercato: il ruolo della cooperazione nello sviluppo locale”, un’importante occasione di confronto sulle sfide che attendono il movimento cooperativo e sui temi che guideranno il lavoro dei prossimi mesi.
Nella prima parte della mattinata, il presidente di Legacoop Emilia-Romagna, Daniele Montroni, ha delineato il quadro economico e internazionale, segnato da instabilità geopolitica, rallentamento degli investimenti e da una crescita regionale che nei prossimi anni si preannuncia contenuta, anche per l’esaurirsi della spinta del PNRR. In questo contesto è stato ribadito come l’economia sociale rappresenti un modello capace di coniugare competitività, democrazia economica e giustizia sociale. Un modello che punta a generare non solo valore economico, ma anche e soprattutto benessere sociale e territoriale.
La coesione sociale e la percezione della cooperazione
Un altro momento centrale della giornata è stato dedicato alla presentazione della ricerca realizzata dal Consorzio Aaster con Aldo Bonomi, introdotta da Rosaria Mastrogiacomo e sviluppata insieme a Generazioni Emilia-Romagna. Lo studio ha coinvolto direttamente un gruppo di giovani cooperatrici e cooperatori nella realizzazione delle interviste sul territorio, e ha messo a confronto lo sguardo di chi vive la cooperazione ogni giorno con quello di chi la osserva dall’esterno. Da questo confronto emerge la questione relativa a come possa la cooperazione continuare a fare la differenza. La risposta passa dalla capacità di cambiare e di interpretare i nuovi bisogni senza perdere la propria riconoscibilità. Innovare, quindi, mantenendo saldi gli elementi che da sempre caratterizzano il modello cooperativo: partecipazione, radicamento nei territori, legalità e qualità del lavoro. La ricerca evidenzia inoltre come la cooperazione può continuare ad essere attrattiva per le nuove generazioni, a condizione che sappia dare risposte concrete a esigenze che oggi non sono più negoziabili. Tra queste, un migliore equilibrio tra vita e lavoro, l’attenzione alla salute e al benessere, l’accesso alla casa, la mobilità, la sicurezza e la qualità dei territori in cui si vive e si lavora.
“Mutualità è Costituzione”
La Direzione è stata anche l’occasione per presentare in anteprima il volume “Mutualità è Costituzione. La solidarietà organizzata nel mercato”, edito dal Mulino e curato da Francesco Clementi e Mattia Granata, con la prefazione di Anna Finocchiaro e la postfazione di Enrico Letta. Il libro sarà presentato ufficialmente a ottobre durante la Biennale della Cooperazione di Milano. L’opera raccoglie i contributi di circa trenta studiosi ed esperti e propone una riflessione sul significato costituzionale della mutualità. Nel dibattito è emersa la distinzione tra mutualità e mutualismo: il mutualismo riguarda l’attività concreta delle cooperative, mentre la mutualità rappresenta il principio che ispira il loro agire, richiamando i valori sanciti dall’articolo 45 della Costituzione. Pur cambiando nel tempo organizzazione, dimensioni e assetti delle imprese cooperative, resta immutata la loro finalità: mettere l’economia al servizio delle persone e delle comunità.
La Direzione si è confermata così un momento di confronto e di elaborazione, in cui ricerca, analisi e dialogo hanno contribuito a delineare le priorità che accompagneranno Legacoop Emilia-Romagna nel prossimo futuro.


