L’economia sociale estromessa dalla DG Grow

L’unità dell’Economia Sociale della Direzione Generale Grow – focalizzata su mercato interno, industria, imprenditorialità e PMI – è inattiva dal 1° di maggio. Numerosi bandi destinati alle politiche sociali, come ad esempio COSME, sono stati chiusi.

La decisione del commissario europeo Séjourné rischia di compromettere lo sviluppo del Piano europeo per l’Economia Sociale approvato nel 2021. Un Action Plan che ha favorito la sinergia tra la DG Grow e la DG Empl, la Direzione generale per l’occupazione, gli affari sociali e l’inclusione. La collaborazione fruttuosa tra i due dipartimenti oggi risulta indebolita.

Lo smantellamento dell’unità per l’Economia Sociale preoccupa un numero consistente di imprese del territorio comunitario. Il 30 aprile Social Economy Europe ha convocato un comitato esecutivo straordinario e ha lanciato una petizione per la revoca del provvedimento. Tra le firme è presente anche Legacoop Nazionale, assieme a Legacoop Produzione e Servizi e a Legacoop Sociali. La petizione testimonia l’urgenza e la diffusione del dissenso.

I numeri dell’Economia Sociale in Europa, infatti, sono tutt’altro che trascurabili. Lo studio di EURICSE e CIRIEC presentato a Bruxelles lo scorso 7 febbraio lo conferma. Il rapporto stima che 1,5 milioni di persone siano impiegate nell’Economia Sociale dell’UE. Gli enti e le imprese coinvolte ammontano a 4,3 milioni.

Il provvedimento rema in senso contrario anche rispetto alle raccomandazioni del rapporto sul Mercato Unico di Enrico Letta. Come suggerisce anche il titolo dell’analisi, perché il mercato europeo funzioni deve essere molto più di un mercato economico. L’Unione Europea è un progetto politico e sociale, animato dai valori della partecipazione democratica, della giustizia e della solidarietà.

Sono i principi alla base dell’Economia Sociale, un modello che integra la dimensione economica con quella sociale e ambientale. Nel panorama europeo e globale, l’Economia Sociale assume quindi una valenza strategica per affrontare una serie di problematiche interconnesse. Aumentare la competitività nel rispetto della sostenibilità ambientale, efficientare la produzione senza compromettere la coesione sociale.

Sostenere e promuovere un modello che integri queste dimensioni è necessario. Le conseguenze di una manovra in senso contrario possono intaccare non solo la vitalità sociale, ma anche quella economica dei territori UE.

Leggi la news sul sito di Legacoop Nazionale.

 

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