La Transizione Digitale in Emilia-Romagna, il punto di vista della cooperazione

La costruzione di una cultura condivisa sul digitale è centrale per lo sviluppo di nuovi saperi e per non creare il digital divide tra chi governa le tecnologie e chi no, in particolare con l’avvento dell’IA

Quando parliamo di transizione digitale tocchiamo tanti aspetti pratici delle nostre organizzazioni, ma la transizione digitale è prima di tutto un cambiamento culturale e operativo.

Basti pensare al 2020, con l’arrivo del Covid, a quanto il nostro lavoro sia cambiato in modo repentino: videocall, documenti condivisi, streaming, voti online, etc. Parole che, prima della pandemia, avevamo sentito solo di rado ma in men che non si dica sono entrate nel nostro uso quotidiano.

Queste parole sono però solo una piccola parte della digitalizzazione. Da un lato sono entrate nel linguaggio comune, dall’altro hanno creato nuove abitudini e bisogni che hanno generato un enorme impatto sulla struttura organizzativa delle società. Con il Covid, da un giorno all’altro, tutte le nostre attività (anche relazionali) si sono spostate su un ambiente digitale. E infatti, le tecnologie digitali non sono più solo uno strumento per supportare i processi aziendali, ma contribuiscono alla riprogettazione delle società.

Per questo crediamo che la costruzione di una cultura condivisa sul digitale è centrale per lo sviluppo di nuovi saperi e, soprattutto, per non creare il digital divide tra chi governa le tecnologie e chi no, in particolare con l’avvento dell’IA. La digitalizzazione riguarda la trasformazione dei modelli organizzativi, la creazione di nuove filiere, l’inclusione delle lavoratrici e dei lavoratori, la gestione dei dati e lo sviluppo di soluzioni capaci di generare impatto sociale. D’altra parte, l’innovazione, per la cooperazione, non è solo un tema tecnologico.

La transizione digitale di un’impresa cooperativa deve essere human-centered “by-design” e deve prevedere un uso dei dati che tenga conto della tutela delle persone e dei bisogni in modo etico.

Di fronte all’impatto delle tecnologie digitali sull’organizzazione e sull’attività delle cooperative, è necessaria un’azione di informazione, formazione e aumento della consapevolezza della posta in gioco per il loro sviluppo.

COSA CI DICONO I DATI

Secondo l’indagine di Legacoop Nazionale sulla digitalizzazione, realizzata nel 2023 e basata sul Digital Intensity Index, il campione delle 345 cooperative mostra un sistema con buona diffusione delle tecnologie di base ma ancora lontano da una piena integrazione nei processi.

Il 70% delle cooperative raggiunge un livello minimo di digitalizzazione, sopra la media italiana ed europea ma distante dal target UE 2030, mentre la distribuzione resta sbilanciata verso livelli bassi e solo il 2% si colloca in fascia molto alta. Emergono forti differenze per settore, dimensione e territorio: le realtà più grandi, esportatrici e del Nord-Est risultano più avanzate.

Sul piano tecnologico sono diffuse connettività, siti web e social, ma con uso prevalentemente informativo e limitata capacità transattiva; l’e-commerce è ancora poco rilevante in termini di fatturato. I sistemi gestionali risultano parzialmente adottati e poco integrati lungo la filiera.

Più avanzate appaiono invece l’analisi dei dati e il cloud computing, dove le cooperative superano le medie nazionali ed europee, mentra l’intelligenza artificiale resta marginale.

Nell’indagine emerge un sistema che ha avviato il percorso digitale e ha raggiunto una buona diffusione delle tecnologie digitali di base e, in alcuni ambiti specifici come l’analisi dei dati e il cloud computing, presenta performance superiori alla media nazionale ed europea.

Tuttavia, fatica a tradurlo in valore economico e integrazione organizzativa, con divari strutturali ancora marcati. Le principali criticità riguardano l’utilizzo delle tecnologie per la generazione di valore economico, l’integrazione dei sistemi gestionali e la diffusione delle tecnologie più avanzate. Infine, permangono le forti differenze legate a dimensione, settore e territorio, che incidono sulla velocità e sull’intensità del processo di digitalizzazione.

Invece, sul tema dell’IA, secondo il report FragilItalia – Intelligenza artificiale e ruolo della tecnologia di Area Studi Legacoop e Ipsos, pubblicato a luglio 2025, solo il 50% degli italiani dichiara di comprenderla. È il penultimo dato tra 30 Paesi, 17 punti sotto la media globale. Dopo di noi solo il Giappone, con il 41%.

La conoscenza resta limitata anche sui servizi che utilizzano l’IA: in Italia è consapevole il 46% della popolazione, contro il 52% globale. A questo si affianca una percezione ambivalente: il 49% è entusiasta, il 44% prova ansia. Il 53% riconosce più vantaggi che svantaggi, ma resta sotto la media mondiale.

Non emerge solo un ritardo informativo, ma anche una fragilità culturale. Il 75% indica l’IA come la tecnologia con maggiore impatto nei prossimi anni, ma crescono le preoccupazioni su autonomia, privacy, lavoro e concentrazione del potere.

Nel frattempo, la tecnologia ha già cambiato le abitudini. Il 90% degli italiani ha modificato il modo di informarsi, mentre l’impatto su lavoro, relazioni e organizzazione quotidiana è più contenuto.

Questo quadro impone una riflessione. Per il movimento cooperativo, l’accesso democratico all’innovazione resta centrale. Tecnologia, diritti e inclusione non coincidono automaticamente. Serve una scelta politica, economica e culturale che renda queste opportunità accessibili a tutte le persone.

COSA STIAMO FACENDO

Per far fronte a queste criticità, l’Associazione ha messo in campo numerosi strumenti.

Attraverso Innovacoop e le Legacoop territoriali, e in collaborazione con l’ente di formazione Demetra Formazione, Quadir, con la Fondazione Pico e attraverso specifiche convenzioni con Competence Centre e EDIH (es. Birex), abbiamo avviato percorsi di formazione su specifici temi, come l’IA, la Cybersecurity, l’utilizzo dei Big Data e il Cloud computing.

Grazie alla nostra rete, composta da università, IFAB, Tecnopoli e altre realtà, siamo supportati dalle migliori eccellenze nello sviluppo dei percorsi formativi. Inoltre, in Emilia-Romagna, con il Tecnopolo DAMA, è concentrata la capacità di calcolo più elevata del Paese e quella con la maggiore intensità cooperativa.

Un insieme di elementi che rappresentano un’importante occasione per la digitalizzazione delle cooperative.

A tal proposito, con il supporto operativo di Innovacoop, nodo regionale accreditato del Digital Innovation Hub di Fondazione PICO, abbiamo coinvolto e accompagnato oltre 100 cooperative in percorsi legati al PNRR, al PR FESR e ad altri fondi.

In questo contesto, Innovacoop ha accompagnato le cooperative nell’accesso ai programmi, nell’erogazione dei servizi e nell’attivazione dei percorsi di innovazione.

All’interno di questo quadro si collocano iniziative come DIGITAL ACE e BIREX++. DIGITAL ACE ha supportato le cooperative nella valutazione della maturità digitale e nella definizione di piani di sviluppo, mentre BIREX++ ha offerto percorsi di formazione e affiancamento su tecnologie avanzate, con un focus su dati e intelligenza artificiale.

Accanto a queste iniziative, Innovacoop ha svolto un ruolo di facilitazione nell’accesso alle risorse, attraverso programmi come CoopGoingDigital e CoopGoingDigital Young Edition, quest’ultimo sviluppato insieme a Generazioni Emilia-Romagna e in partenza nel 2026, con un focus sulle competenze digitali dei giovani cooperatori, in particolare sull’IA.

Invece, il progetto COOPIA, finanziato da Coopfond, supporta le cooperative nell’introduzione di soluzioni di intelligenza artificiale, attraverso attività di orientamento e supporto alla sperimentazione di chatbot.

Parallelamente, Innovacoop ha supportato le cooperative nella partecipazione ai bandi PR FESR e PNRR per la transizione digitale, tra cui la misura 1.2.3 e il bando Login Business del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e ha offerto assistenza nella progettazione e nell’accesso agli investimenti.

Il quadro si completa con i percorsi formativi di base sull’intelligenza artificiale promossi da Fondazione PICO, anch’essi accessibili attraverso il supporto territoriale di Innovacoop.

Legacoop Emilia-Romagna ha anche attivato il progetto del Dialogo Strategico, che in una fase di grande incertezza e profonde trasformazioni, vuole assistere le cooperative nell’individuare gli scenari strategici e i progetti imprenditoriali. Il progetto nasce in collaborazione con Prometeia e tra gli scenari strategici per le cooperative c’è anche quello della Digitalizzazione come paradigma di investimento.

A proposito di investimenti e finanziamenti, con la progressiva chiusura degli interventi finanziati dal PNRR e la conclusione della Programmazione dei Fondi strutturali 2021–2027, il quadro delle risorse e degli strumenti cambierà in modo significativo. Si apre quindi una nuova fase che richiede un cambiamento rilevante nelle modalità di lavoro, la messa a sistema delle esperienze maturate e delle competenze consolidate per far fronte alle nuove sfide.

Abbiamo chiesto a Paolo Lucchi, Sacmi, Chiara Cenerini, Chiara Pederzini, Rita Piccinini, Chiara Franceschini, e Daniele Montroni, quali iniziative specifiche hanno messo in atto per favorire la transizione digitale nei loro territori e quali sono le nuove sfide della digitalizzazione.

LA VOCE DEI TERRITORI

PAOLO LUCCHI – PRESIDENTE LEGACOOP ROMAGNA

L’intelligenza artificiale al servizio delle persone che lavorano, non il contrario. È questo il principio secondo cui le cooperative associate a Legacoop Romagna stanno applicando le nuove tecnologie all’interno dei loro processi produttivi: dai “Large language model” ai droni, fino alla verifica dei prodotti. È quanto emerge da una ricognizione specifica svolta dal Centro Studi dell’Associazione tra le imprese aderenti.

Il settore di frontiera è risultato essere l’agroalimentare, con numerosi esempi di innovazione applicata. Le sette Cooperative Agricole Braccianti (Cab) della provincia di Ravenna continuano a investire nell’agricoltura di precisione: la cooperativa di servizi che le raggruppa, Promosagri, ha installato una nuova rete internet indipendente “Real Time Kinematic” che copre l’intera superficie di 12.000 ettari gestiti e consente un posizionamento satellitare dei mezzi agricoli con precisione centimetrica.

Le Cab, inoltre, hanno esteso l’impiego dei droni nei terreni a sud del Comune di Ravenna, dove vengono utilizzati per la concimazione e, in via sperimentale, per la semina. Nello stesso ambito, i tecnici agricoli sono stati dotati di sistemi di intelligenza artificiale per la consultazione e la verifica dei dati.

Il nuovo magazzino di Cooperativa Agricola Cesenate (CAC), leader mondiale nel campo della moltiplicazione delle sementi, è stato interamente automatizzato con un investimento di 1,7 milioni di euro. Una parte della struttura rientra nelle misure per l’Agricoltura 5.0, l’incentivo fiscale introdotto dal Governo per sostenere le imprese che investono in innovazione finalizzata alla riduzione dei consumi energetici e alla transizione ecologica.

Apofruit Italia sta applicando l’IA alle macchine calibratrici e selezionatrici, con investimenti che raggiungono il mezzo milione di euro per singolo apparato. La tecnologia viene utilizzata anche per i cosiddetti DSS (Decision Support Systems), che combinano l’analisi dei dati meteo e dei sensori per ottimizzare irrigazione, concimazione e difesa fitosanitaria. I quaderni di campagna, dove vengono annotate le operazioni effettuate in campo, sono stati dotati di comando vocale per semplificarne l’utilizzo.

Terremerse sta testando sistemi automatizzati per ottimizzare l’uso degli agrofarmaci, mentre Terre Cevico valuta le uve conferite tramite l’intelligenza artificiale, che permette di identificare corpi estranei (come raspi, foglie, insetti o inerti) o tracce di malattie degli acini.

Non mancano significative sperimentazioni all’interno del perimetro delle iniziative delle società collegate. Energia Romagna, il portale per partecipare alle comunità energetiche promosse da Legacoop Romagna, implementa già questo tipo di tecnologie. Un altro esempio viene dai servizi alle associate: grazie all’IA, Federcoop Romagna ha aggiornato i servizi di supporto tradizionali e avviato sperimentazioni per consulenze avanzate.

La verifica che abbiamo svolto ci ha consentito di comprendere meglio come queste nuove tecnologie stiano entrando nei processi produttivi. Tutti parlano di intelligenza artificiale, moltissimi la usano, ma pochi stanno cercando di capire come cambierà non solo la nostra quotidianità, ma anche i diritti e i doveri di ognuno di noi. L’innovazione è fondamentale, ma per non subire la tecnologia occorre provare a orientarla, nel rispetto dei principi cooperativi. I risultati di questa ricognizione che abbiamo svolto ci hanno confortato: le nostre cooperative stanno vivendo l’innovazione come uno strumento per migliorare la qualità del lavoro e la sostenibilità delle produzioni, cercando di governare il cambiamento per creare valore per tutto il territorio.

SACMI

La digitalizzazione è parte integrante, da almeno 10 anni, del modello strategico di governance di SACMI. Tale prospettiva, nel concreto si è evoluta in due direzioni. La prima, volta ad accompagnare il percorso di servitizzazione in ambito manifatturiero, con l’elaborazione di nuovi pacchetti di servizi digitali sul portale di assistenza SACMI S.P.A.C.E. e sostenuta dall’integrazione sull’offerta di macchine di sensoristica avanza, sistemi per il controllo di processo, strumenti di connettività in-Cloud.

Questo significa avere a disposizione in tempo reale dalle macchine una grande quantità di dati, che si rivelano estremamente utili per ottimizzare le manutenzioni, ridurre gli sprechi, aumentare la qualità. Oggi tali soluzioni sono parte integrante dell’offerta commerciale SACMI e rappresentano l’ossatura dell’“impianto ideale” in tutti i nostri principali business, ceramica, packaging, materiali e tecnologie avanzate. La principale sfida oggi in campo consiste nello strutturare e potenziare ulteriormente la disponibilità di tali servizi per rendere da subito concreti e misurabili i vantaggi per il cliente, inquadrando perciò la digitalizzazione come leva strategica di competitività.

Un secondo insieme di azioni ha a che fare con la creazione all’interno della nostra organizzazione di una cultura digitale diffusa. La crisi Covid ha accelerato un processo per molti aspetti già in atto e che si è tradotto, tra l’altro, nell’istituzione del coordinamento Digital Innovation & Automation HUB, una vera e propria officina dell’innovazione digitale al servizio dei business SACMI, con il compito specifico di mettere a fattor comune esperienze, competenze e strutture in ambito digitale e generare nuovi prodotti e servizi nel quadro di un allineamento costante tra reali esigenze dei Business e nuove opportunità tecnologiche. Un esempio è l’istituzione del Digital Business Agent, una risorsa in capo a ciascuna Business Unit che rappresenta il punto di contatto per agevolare l’evoluzione della digitalizzazione dei processi e tradurla in prodotti e servizi di reale interesse per il mercato.

Non ultimo, in questo quadro di progressiva e pervasiva digitalizzazione dei sistemi, ha acquisito grande importanza il tema della cybersicurezza. Per questo sono stati istituti, attraverso la nostra Academy, corsi di formazione da quest’anno rivolti a tutte le maestranze, per essere sempre un passo avanti sia rispetto alle opportunità ma, anche, ai rischi e alle sfide che il digitale pone.

Naturalmente, si tratta di un processo in continua evoluzione che, sul piano strategico, considera l’innovazione digitale come uno dei principali driver abilitanti per conseguire obiettivi specifici di crescita del business e, insieme, della possibilità di migliorare le performance di sostenibilità sociale, ambientale e di governance della nostra organizzazione.

CHIARA CENERINI – COLLABORATRICE SENIOR PROJECT MANAGER AREA INNOVAZIONE – LEGACOOP BOLOGNA

Coerentemente con le strutture nazionali che presidiano gli ambiti di transizione digitale del nostro ecosistema, abbiamo adottato il framework dell’AI advisory board delle Nazioni Unite, Governing AI for Humanity. Ci stiamo pertanto muovendo su tre ambiti:

1) Common understanding – lavoriamo in maniera sinergica con gli attori dell’ecosistema cooperativo (Fondazione Pico e Innovacoop, ma anche Demetra e le altre Leghe territoriali), così come con gli attori dell’ecosistema dell’innovazione territoriale (tra cui Fondazione iFAB, di cui siamo soci, Cineca, Birex, Università di Bologna) per condividere buone pratiche e mappare le competenze che possono essere messe a disposizione delle cooperative.

2) Common ground – grazie al progetto E-Coo-DigIT (Ecosistema Cooperativo per la Digitalizzazione e l’Innovazione Territoriale) realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Bologna, stiamo accompagnando le cooperative associate in un percorso di crescita, innovazione e rafforzamento delle competenze digitali attraverso varie iniziative di formazione e di divulgazione.

3) Common benefit – accompagniamo le cooperative nella realizzazione di applicazioni sperimentali in vari ambiti (ad esempio agrifood, logistica, sociale) con approcci differenti a seconda delle esigenze specifiche (progetti di filiera, di settore o di singole imprese). Un esempio fra tanti, il progetto Tornatura, selezionato dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa sociale e sostenuto da Google.org e promosso da Fondazione iFAB , in collaborazione con Legacoop Bologna, Confcooperative Emilia-Romagna, CNR ISAC, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari dell’Università di Bologna e Leithà Unipol Group, che mira a sviluppare una soluzione d’intelligenza artificiale che faciliti il lavoro di agricoltori e tecnici agronomi alle prese con malattie e avversità delle piante.

CHIARA PEDERZINI – RESPONSABILE INNOVAZIONE E SOSTENIBILITÀ – LEGACOOP ESTENSE

Fin dalla nascita dell’Ufficio Innovazione e Sostenibilità di Legacoop Estense – coincisa con la fase pandemica – la transizione digitale è stata il nostro focus. Abbiamo capito che per accompagnare davvero le cooperative servono leve concrete: incentivi, bandi e finanziamenti, ma soprattutto progettualità di filiera e di sistema. In questo, il ruolo dei partner di sistema – Innovacoop, Demetra e PICO – è cruciale per rendere operativa la nostra azione.

Il nostro metodo parte dalla mappatura e analisi dello stato dell’arte, anche tramite assessment strutturati, per arrivare alla definizione di una roadmap e all’implementazione dei progetti, attivando competenze specifiche. Accanto a tutto questo, la formazione resta un elemento imprescindibile e strategico.

Lavoriamo con cooperative molto diverse per settore, dimensione e forma societaria e, proprio per questo, non esiste uno strumento valido per tutte. Il nostro compito è costruire opportunità davvero tailor made, spesso partendo da progettualità semplici. Digitalizzare non significa necessariamente introdurre soluzioni complesse che, soprattutto per le cooperative più piccole, rischiano di essere inaccessibili: spesso si tratta invece di favorire l’adozione di interventi più circoscritti e immediati, ma comunque necessari e tutt’altro che scontati. Anche questi passi, apparentemente minimi, sono in grado di avviare percorsi concreti di crescita e cambiamento.

Dove la digitalizzazione è più avanzata, l’arrivo dell’AI e la sicurezza informatica legata a un suo utilizzo corretto ed etico aprono una nuova sfida per le cooperative e per il nostro stesso lavoro di affiancamento, che può contare anche sui molteplici strumenti strategici di sistema messi a disposizione a livello nazionale. In particolare, è stato propedeutico il lavoro di CPL, CAMST e Politecnica – coordinati da Legacoop Estense e co-finanziati da Coopfond – finalizzato alla definizione di una policy per il corretto utilizzo dell’AI in azienda.

RITA PICCININI – RESPONSABILE AREA INNOVAZIONE – LEGACOOP EMILIA OVEST

La transizione digitale non è solo “il” tema del momento, ma una reale opportunità di sviluppo per le imprese cooperative. Avvicinarsi alla digitalizzazione non perché necessario, ma perché utile: digitalizzare i processi significa migliorare produttività, organizzazione interna, benessere aziendale e qualità del rapporto con soci e utenti. Non si tratta semplicemente di acquistare un gestionale o automatizzare un macchinario, ma di costruire una strategia, ripensare i processi e rileggere la cooperativa in modo nuovo e più consapevole.

Un percorso che spesso risulta complesso, soprattutto per le realtà più piccole, chiamate a fare i conti con risorse e tempi limitati. Per questo nel 2025 Legacoop Emilia Ovest ha accompagnato un gruppo di cooperative del territorio che hanno partecipato a DIGITAL ACE, un percorso individuale di valutazione della maturità digitale che ha permesso di individuare punti di forza e criticità e di costruire una roadmap di trasformazione digitale, con obiettivi e azioni concrete tarate sulle specifiche esigenze di ciascuna cooperativa.

Accanto ai percorsi personalizzati, sono state promosse iniziative di formazione e sperimentazione, come il seminario dedicato alle strategie digitali per migliorare il rapporto con i soci, focalizzato sull’uso dei dati e dell’intelligenza artificiale per rafforzare relazioni e partecipazione per le coop sociali, il seminario su AI e machine learning applicati alla gestione consapevole dei dati per le cooperative di Produzione e Servizi, in collaborazione con Innovacoop e Youlysses, e il workshop Coopstartup “AI & Innovation Sprint”, pensato per accompagnare cooperative e aspiranti cooperatori dall’idea all’azione, sperimentando strumenti e metodologie dell’innovazione.

Un insieme di azioni che conferma come la digitalizzazione, se guidata, possa diventare una leva di crescita e coesione per il sistema cooperativo.

CHIARA FRANCESCHINI – DIRETTRICE INNOVACOOP

Innovacoop nasce per fare da ponte tra le cooperative e il mondo dell’innovazione, e la transizione digitale è oggi il terreno più concreto su cui questo lavoro si gioca. Negli ultimi anni abbiamo imparato che non esiste un percorso uguale per tutti: una cooperativa sociale di venti persone e un’impresa manifatturiera da mille hanno bisogni, tempi e linguaggi completamente diversi. Il nostro compito è costruire strumenti che parlino a entrambe.

Questo significa lavorare fianco a fianco con le territoriali, con i Competence Centre, con le università e con le reti europee per tradurre opportunità complesse — fondi, tecnologie, metodologie — in azioni accessibili e misurabili. I risultati ci dicono che la strada è quella giusta: le cooperative che hanno avviato un percorso strutturato di maturità digitale non tornano indietro.

La sfida adesso si sposta su due fronti. Il primo riguarda le realtà più piccole, dove spesso il potenziale è alto ma le risorse per partire sono scarse: è lì che vogliamo essere sempre più presenti. Il secondo riguarda l’intelligenza artificiale, che sta entrando nei processi produttivi in modo rapido e non sempre governato. Il nostro ruolo è aiutare le cooperative a non subire questo cambiamento, ma a orientarlo — con strumenti adeguati e con la consapevolezza che innovare, per una cooperativa, non significa solo essere più efficienti, ma restare fedeli a quello che si è.

Inoltre, in vista della chiusura del ciclo PNRR e della Programmazione 2021-27 dei Fondi strutturali, e della nuova Agenda Digitale dell’Emilia-Romagna 2025–2029 da poco approvata, dobbiamo rendere sostenibile quello che abbiamo costruito: modelli di accompagnamento che funzionino anche senza contributi esterni, competenze che si riproducano internamente, una cultura dell’innovazione che non dipenda da un bando. È un lavoro più lungo e meno visibile, ma è quello che durerà.

DANIELE MONTRONI – PRESIDENTE LEGACOOP EMILIA-ROMAGNA

La transizione digitale è una delle questioni più rilevanti con cui il movimento cooperativo è chiamato a confrontarsi in questa fase storica. Le scelte che facciamo oggi — su chi governa i dati, su come viene distribuito il valore generato dall’automazione, su chi ha accesso agli strumenti dell’innovazione e chi ne resta escluso — determineranno gli equilibri economici e sociali dei prossimi decenni.

In Emilia-Romagna siamo partiti da una posizione di vantaggio: una regione ad alta intensità cooperativa, un ecosistema dell’innovazione tra i più sviluppati d’Italia, istituzioni regionali con un impegno serio sulla digitalizzazione. Il Tecnopolo di Bologna, con la maggiore capacità di calcolo del Paese concentrata in un unico polo, non è uno sfondo neutro: è un’infrastruttura strategica che le nostre cooperative possono e devono imparare a usare come leva competitiva.

Ma i dati che abbiamo citato ci dicono anche che il percorso è tutt’altro che compiuto. Solo il 2% delle cooperative si colloca nella fascia di alta intensità digitale. I divari tra grandi e piccole imprese, tra settori e tra territori, sono ancora marcati. E l’intelligenza artificiale, che sta ridisegnando interi comparti produttivi, resta per la maggior parte delle nostre associate ancora un tema lontano dalla quotidianità operativa.

Di fronte a questo quadro, il nostro compito come associazione non è solo accompagnare le cooperative che già corrono, ma costruire le condizioni perché anche chi è rimasto indietro possa entrare in questo cambiamento senza esserne travolto. Questo significa lavorare su tre fronti contemporaneamente: continuare a investire sulla formazione e sulla cultura digitale, garantire accesso a strumenti e finanziamenti anche alle realtà più piccole, e — soprattutto — presidiare il tema della governance dell’innovazione, affinché le tecnologie digitali siano orientate da valori e non soltanto da logiche di mercato.

Con la chiusura del ciclo PNRR si apre una fase nuova, che richiede più autonomia, più capacità progettuale interna e un rapporto più maturo con il sistema dell’innovazione regionale e nazionale. Legacoop Emilia-Romagna è pronta ad assumere questo ruolo con ancora più determinazione: perché la cooperazione ha già dimostrato, nella sua storia, di saper trasformare i momenti di discontinuità in opportunità di rinnovamento.

Anche questa volta lo faremo, con la stessa attenzione alle persone e ai territori che ha sempre contraddistinto il nostro modo di stare nell’economia.

In evidenza