La sovra qualificazione compromette il rapporto tra domanda e offerta lavorativa. Secondo gli studi di Legacoop e Prometeia, a pagarne il prezzo sono soprattutto i giovani e le donne.

Il livello di istruzione è cresciuto negli ultimi dieci anni, ma la domanda è rimasta la stessa. Ne consegue che i lavoratori e le lavoratrici, sempre più qualificati, perdono potere salariale.

Lo conferma il report “Il mismatch di qualifiche nel mercato del lavoro italiano” prodotto dall’Area Studi Legacoop in collaborazione con Prometeia. Ogni anno di istruzione che eccede il livello di qualifica richiesto viene retribuito solo al 67% del suo valore effettivo.

Le ricerche dell’Area Studi mostrano un profondo disallineamento tra il percorso formativo della forza lavoro e le necessità del sistema produttivo.

Il fenomeno colpisce con particolare intensità i giovani e le donne. Secondo i dati del report, la percentuale di giovani sovra qualificati nel 2022 era superiore di 7,3 punti percentuali rispetto a quella dei lavoratori over 60. Spesso i giovani italiani ricoprono ruoli per i quali le qualifiche conseguite risultano superflue.

Per quanto riguarda le lavoratrici, il divario salariale aumenta anche a causa delle discriminazioni di genere. Nel settore industriale, per esempio, lo stipendio medio di una lavoratrice adeguatamente qualificata resta inferiore del 12% a quello dei colleghi uomini.

Il quadro generale mostra un surplus educativo che nel 2022 era di 0,8 anni in media. I lavoratori sovra qualificati erano il 7,8% nel 2011 e oggi sono il 12,7% della forza lavoro totale.

L’aumento degli anni di istruzione è in valore assoluto un dato positivo, ma va raffrontato con le progettualità delle imprese. I dati dell’Area Studi testimoniano come a fronte di un incremento della qualificazione, le richieste delle imprese restino pressoché immutate.

Lo studio sottolinea il paradosso di un sistema lavorativo che non sa valorizzare le nuove competenze della forza lavoro e che genera frustrazione sociale diffusa. L’istruzione extra infatti è remunerata, ma non a sufficienza. A ogni anno di studio addizionale viene riconosciuto solo il 67% del valore stipendiale rispetto a un anno di istruzione allineato al ruolo richiesto.

Le linee strategiche su cui lavorare sono plurime. Il problema della sovra qualificazione va affrontato in primis tramite un orientamento formativo più efficiente: i dati confermano la necessità del sistema educativo di dialogare con il mercato del lavoro per investire maggiormente nelle competenze più richieste dai settori produttivi.

Promuovere una maggiore equità retributiva è altrettanto importante per aumentare la competitività e incoraggiare l’inserimento delle categorie più svantaggiate.

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