La Dieta Mediterranea come modello di sviluppo: la cooperazione emiliano-romagnola protagonista a Expo Osaka 2025

All’Expo di Osaka abbiamo ha portato una visione: trasformare uno stile alimentare in una strategia concreta per il futuro, fondata su salute, qualità, lavoro e comunità.

L’evento “Dieta Mediterranea come Modello di Sviluppo”, promosso insieme alla Regione Emilia-Romagna, ha coinvolto l’intera filiera cooperativa: produzione agricola, trasformazione, ristorazione, distribuzione.

Durante l’incontro è stato presentato il Manifesto Cooperativo della Dieta Mediterranea: un documento che unisce cinque assi strategici – sostenibilità, salute, equità, cultura e innovazione – e propone un modello alimentare in grado di generare benessere per le persone, i territori e l’ambiente.

Un’occasione per valorizzare le eccellenze cooperative emiliano-romagnole e rafforzare il legame con il Giappone, Paese con cui condividiamo visioni comuni sul cibo, sulla qualità della vita e sull’armonia con la natura.

All’evento hanno partecipato i vertici delle cooperative Progeo, Granterre, Fruttagel, Deco Industrie; il consorzio Conapi, Legacoop Agroalimentare, il presidente di Legacoop Nazionale Simone Gamberini e la Regione Emilia-Romagna rappresentata dal presidente Michele De Pascale e dal vicepresidente Vincenzo Colla.

Link alla notizia nel primo commento.

NOTIZIA DA PUBBLICARE SU CINQUE:

La Dieta Mediterranea come modello di sviluppo: la cooperazione emiliano-romagnola protagonista a Expo Osaka 2025

La Dieta Mediterranea non è solo uno stile alimentare. È un modello culturale, sociale e produttivo che mette al centro la salute delle persone, la qualità del cibo, la sostenibilità delle filiere e la forza delle comunità. Ed è proprio con questo approccio che Legacoop Emilia-Romagna, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, ha promosso l’evento “Dieta Mediterranea come Modello di Sviluppo” presso il Padiglione Italia dell’Expo di Osaka, domenica 21 settembre 2025, nell’ambito della settimana dedicata alla presenza regionale.

Un appuntamento internazionale che ha portato sul palco la voce del sistema cooperativo agroalimentare italiano e i suoi protagonisti, per raccontare come la Dieta Mediterranea possa rappresentare una leva concreta di sviluppo economico, culturale e ambientale. A moderare i lavori è stata Roberta Trovarelli, responsabile agroalimentare di Legacoop Emilia-Romagna.

Un modello fondato su qualità, lavoro e comunità

I saluti istituzionali sono stati affidati al presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e al presidente di Legacoop Emilia-Romagna Daniele Montroni, che hanno sottolineato come la Dieta Mediterranea non debba essere letta solo come patrimonio storico, ma come un modello attuale e prospettico, capace di unire qualità del cibo, dignità del lavoro e sostenibilità ambientale. È in questa visione che si inserisce il protagonismo della cooperazione, capace di integrare tutte le fasi della filiera, dalla produzione agricola alla trasformazione, dalla logistica alla ristorazione e distribuzione.

Nel suo intervento, Montroni ha ricordato che Legacoop Emilia-Romagna associa 188 cooperative agroalimentari e della pesca, con un fatturato complessivo di 8,5 miliardi di euro e oltre 50.000 soci tra agricoltori, allevatori e pescatori. A questo si aggiungono le cooperative della ristorazione (12.500 soci lavoratori e 180 milioni di pasti l’anno), della distribuzione organizzata (oltre 10 miliardi di euro di fatturato e 2,3 milioni di soci) e della logistica. Un sistema integrato che genera valore economico e sociale, investe in innovazione e formazione, e affronta le sfide della transizione ecologica e demografica con responsabilità e visione di lungo periodo.

Il contributo delle imprese cooperative emiliano-romagnole

Il cuore dell’evento è stato dedicato al racconto diretto delle esperienze di alcune tra le maggiori cooperative agroalimentari dell’Emilia-Romagna. Franco Michelini, presidente di Legacoop Agroalimentare Nord Italia e vicepresidente di Progeo, ha sottolineato il ruolo delle cooperative cerealicole nella tutela del reddito agricolo e nella valorizzazione delle produzioni locali. Michelini ha anche ricordato il legame tra Italia e Giappone come Paesi tra i più longevi al mondo, accomunati da stili di vita equilibrati e da una forte attenzione al benessere collettivo.

Enrico Manni, presidente del Consorzio Granterre, ha illustrato l’organizzazione di una filiera cooperativa che parte dagli allevamenti e arriva alla distribuzione di prodotti DOP come il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma. Granterre conta 5.000 allevatori soci e garantisce elevati standard di qualità e sicurezza grazie a 18 stabilimenti produttivi, promuovendo una visione che integra tradizione, tecnologia e sostenibilità.

Giorgio Baracani, presidente di Conapi, ha posto l’attenzione sul ruolo fondamentale dell’apicoltura per la biodiversità e per l’intero ecosistema agricolo. Le api, ha ricordato, garantiscono l’impollinazione dell’85% delle piante e il 35% del cibo che consumiamo. Conapi rappresenta oltre 600 apicoltori professionisti e promuove una filiera biologica radicata nei territori e orientata all’innovazione.

A portare il punto di vista dell’industria agroalimentare cooperativa sono stati Stanislao Fabbrino, presidente di Fruttagel e amministratore delegato di Deco Industrie. Fruttagel lavora ogni anno oltre 100.000 tonnellate di ortofrutta trasformata e vanta una forte componente occupazionale femminile (il 70% dei dipendenti). Deco Industrie, con 7 stabilimenti attivi, è impegnata nella produzione alimentare e nei beni di largo consumo, con una strategia fondata su reinvestimento degli utili, inclusione sociale e responsabilità ambientale.

Fabbrino ha sottolineato come Italia e Giappone, pur agli antipodi geografici, condividano uno stile di vita simile, fondato su alimentazione sana, comunità coese e longevità attiva. Non a caso, ha ricordato, Sardegna e Okinawa fanno parte delle cosiddette “Blue Zones”, aree del pianeta con il più alto tasso di centenari.

Il Manifesto della Dieta Mediterranea

Nel corso dell’evento è stato presentato il Manifesto Cooperativo della Dieta Mediterranea, curato da Sara Guidelli, direttrice Generale di Legacoop Agroalimentare. Il Manifesto propone una lettura ampia della Dieta Mediterranea, non solo come modello nutrizionale, ma come progetto collettivo fondato su cinque assi strategici: sostenibilità ambientale, diritto al cibo, dignità del lavoro, educazione alimentare e apertura all’innovazione scientifica.

Il Manifesto si pone come strumento operativo per valorizzare la cooperazione come attore capace di integrare tutte le componenti della filiera in un’ottica di giustizia sociale e tutela del pianeta, promuovendo un dialogo interculturale tra le comunità locali e i mercati globali.

Una visione condivisa tra Italia e Giappone

A concludere i lavori sono stati Simone Gamberini, presidente nazionale di Legacoop, e Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna. Gamberini ha ricordato come il modello cooperativo rappresenti oggi l’unico sistema imprenditoriale in grado di presidiare l’intera filiera alimentare, dalla terra alla tavola, garantendo coerenza, inclusione e responsabilità. Le cooperative presenti – ha sottolineato – producono eccellenze, ma anche lavoro stabile, redistribuzione del valore, ricerca e innovazione, rafforzando il legame con i territori.

De Pascale ha ribadito l’importanza strategica dell’iniziativa come occasione per rafforzare il dialogo tra Emilia-Romagna e Giappone, due realtà che condividono valori comuni in tema di salute, sostenibilità e cultura alimentare.

A chiusura dell’incontro, si è tenuta una degustazione di prodotti DOP e IGP dell’Emilia-Romagn, ulteriore testimonianza del patrimonio agroalimentare regionale e della capacità delle cooperative di rappresentarlo nel mondo.

In evidenza