Il mutualismo nella Costituzione

La Direzione è stata l’occasione per presentare in anteprima il volume “Mutualità è Costituzione. La solidarietà organizzata nel mercato” prossimo alla pubblicazione

Francesco Clementi, professore di Diritto pubblico comparato presso La Sapienza di Roma, nel suo intervento durante la Direzione di Legacoop Emilia-Romagna “Oltre il mercato: il ruolo della cooperazione nello sviluppo locale“, presenta il volume Mutualità è Costituzione. La solidarietà organizzata nel mercato. Clementi, sul palco dell’Auditorium di Coop Reno a Castel Guelfo, mostra quanto i valori della cooperazione e della solidarietà siano presenti all’interno dei fondamenti della nostra Repubblica. 

I fondamenti giuridici

L’articolo 2 della Costituzione della Repubblica Italiana, infatti, tutela i diritti inviolabili della persona e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà. Garantisce i diritti del singolo e delle formazioni sociali nelle quali si sviluppa la persona. L’articolo 45 della Costituzione italiana, invece, tutela la cooperazione: riconosce il valore sociale delle cooperative a carattere mutualistico e senza fini di speculazione privata e demanda alla legge la loro promozione e il loro controllo. A questi principi si possono dunque ricondurre le radici della cooperazione come elemento costituzionale. 

La mutualità come traduzione istituzionale del dettato costituzionale

Clementi si sofferma su questo primo riconoscimento, evidenziando l’importanza indissolubile della componente sociale. Successivamente presenta quello che è il cuore del suo scritto ossia approfondire come la mutualità rappresenti la traduzione istituzionale della solidarietà sancita dalla Costituzione. Tra i due concetti esiste infatti un legame così stretto da poter affermare che la mutualità è Costituzione, come richiama il titolo stesso del progetto editoriale. 

Riprendendo un’immagine già introdotta da Bonomi, Clementi fa riferimento ai due elementi, economia e sociale, attorno ai quali ruota l’intera riflessione. Due parole spesso che spesso vanno a braccetto e che nei testi scritti sono collegate tra loro da un piccolo trattino. È proprio in quel trattino che, secondo Clementi, risiede il concetto di mutualismo, capace di unire le due dimensioni. L’economia sociale deve essere lo sviluppo naturale del concetto di mutualismo. Nel volume propone quindi che la mutualità sia l’infrastruttura identitaria di un nuovo welfare. Questo elemento identitario, secondo Clementi, è essenziale per tenere salda la cooperazione nel mezzo di una frammentazione normativa sempre più marcata e incalzante. Non solo, il mutualismo deve essere anche l’elemento che fa della Cooperazione una realtà distinta e riconoscibile. Si devono percepire chiari gli elementi che caratterizzano la cooperativa e la differenziano dalle imprese.

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